Articolo tratto dal sito Draft.it

“Il Giurì, esaminati gli atti e sentita la parte, dichiara che il messaggio contestato non è conforme agli artt. 1 e 10 del Codice di Autodisciplina Pubblicitaria e ne dispone la cessazione.
Dispone altresì che della decisione sia data notizia al pubblico, ai sensi dell’art. 40 del CAP, con un avviso, per una volta, sui quotidiani ‘Il Sole 24 Ore’ e ‘la Repubblica’.”

Opinione decisamente opinabile.

Viinvito a leggere sul sito di Draft.it l'articolo completo con mio relativo commento.

Postato da nicoliale mercoledì, 31 ottobre 2007 alle 16:26.

"Oliviero Toscani torna a far parlare di se"...questo è uno dei titoli pubblicati giorni fa sui giornali.

Stiamo parlando della nuova campagna pubblicitaria della marca di vestiti "Nolita".
La pubblicità in questione ha scelto come testimonial Isabella Caro che ci guarda con  uno sguardo un pò spaventato dall'alto di grandi affissioni pubblicitarie nelle città.

Tema della campagna è l'anoressia, un grave problema che sembra colpire sempre troppe ragazze in questo XXIesimo secolo. L'immagine è forte, cruda, aggressiva, scioccante e spaventosamente reale. Oliviero Toscani, da anni interessato ai problemi dell'anoressia e da sempre provocatore con le sue campagne pubblicitarie, ci obbliga a guardare quello che ci ostiniamo a non voler vedere: un problema. Ci si può prolungare delle ore a parlare di questo problema, ma non è questa la sede ideale. Mi voglio soffermare sull'aspetto puramente professionale di questo lavoro. Io sono "solo" un grafico e mi piace analizzare questa campagna choc!
Lo scopo della campagna non è a senso unico, sicuramente quello più evidente è quello di mostrare una realtà scomoda, ma reale; poi è una presa di posizione della nota marca di vestiti "Nolita" che ci dice che loro non approvano e non vogliono incitare questo comportamento(-problema); e sicuramente è un modo per far parlare di sè, infatti chi non conosceva la marca di vestiti sicuramente vedendo questa pubblicità sarà andato a cercare cos'è questo "No-l-ita" e ha scoperto che non è solo una campagna sociale, bensì è la campagna promozionale di una marca, appunto.
In internet digitando nolita ci porta diretti al sito della marca, ma non subito si apre una presentazione della campagna, con un breve testo che descrive com'è nata la campagna, chiede agli utenti di dire la loro e mostra alcune scene di backstage, poi dai la possibilità di linkare diretti al siti di vestiti.

Forse questa marca passerà alla storia, perchè sembra realmente che lo scopo primo di questo suo messaggio non sia sponsorizzare se stessi, ma bensì appoggiare un'idea.

Oltre a voci di appoggio, ovviamente ce ne sono anche molte di critica negativa, se da una parte la campagna h avuto esito positivo sicuramente ha fatto pensare o dire a qualcuno "che schifo io non vorrei mai diventare così!" c'è chi afferma che questa fotografia potrebbe essere uno stimolo, un traguardo da raggiungere per potenziali anoressiche.

A voi l'ardua sentenza.

Postato da nicoliale venerdì, 28 settembre 2007 alle 14:19.

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